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GlobeTrotter - Diari di Viaggio

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Bergamo e dintorni

Bergamo AltaBergamo, quarta città della Lombardia, ha conosciuto negli ultimi decenni un eccezionale sviluppo economico e industriale, che si è esteso all'intera provincia.
Nonostante questo, la zona ha comunque mantenuto la sua fisionomia e le importanti testimonianze storiche del suo passato, segnato prima dallo splendore in età medievale e in seguito dalla lunga dominazione della Repubblica di Venezia.
Dopo aver apprezzato l'eccezionale bellezza di Bergamo Alta e dei suoi monumenti (veramente magnifica la Piazza Vecchia), usciamo dal centro urbano per scoprire la Val Seriana.
Siamo arrivati a Bergamo, per l’offerta low cost che presenta, in aereo e abbiamo noleggiato un’auto ad Orio al Serio e godere dell’hinterland orobico.

Lasciatici alle spalle la parte alta di Bergamo e la sua cinta muraria bastionata, prendiamo la Strada Provinciale 35 in direzione nord-est, addentrandoci nella valle scavata dal Serio.
La carreggiata è abbastanza stretta, e il traffico relativamente intenso ci impedisce di viaggiare a velocità sostenute. I limiti di velocità ridotti presenti in vari tratti comunque ci obbligherebbero ad andare piano. Scegliamo questo percorso, che costeggia il Serio, invece della Statale perché in questa maniera possiamo attraversare i paesi e ammirare i luoghi più interessanti di ogni borgo, senza perdere di vista il corso impetuoso del fiume che ha formato la valle.
Dopo poco meno di dieci chilometri vediamo il cartello che ci informa che siamo entrati nel territorio di Alzano Lombardo, unico segno del cambio di comune in quanto dalla nostra uscita da Bergamo non abbiamo incontrato nessun tratto di campagna, con case, piccole industrie e magazzini che si sono susseguiti in maniera ininterrotta.

Duomo Di Alzano LombardoDecidiamo di fare una breve sosta ad Alzano, per poter ammirare il Duomo di San Martino, edificato nel XVIII secolo. Una volta entrati nell'edificio religioso, optiamo per visitare le sacrestie, dove si conserva una pregevole decorazione a stucco.
Prima di ripartire decidiamo anche di entrare nel museo di arte sacra, situato nelle immediate vicinanze della chiesa.

Ripresa in mano l'auto, proseguiamo verso nord-est, attraversando Nembro e Albino. A Nembro ammiriamo l'imponente Chiesa di San Martino di Tours, con la facciata in chiaro stile tardo settecentesco. Continuiamo il nostro viaggio in direzione di Clusone, attraversando vari borghi mentre l'altitudine inizia lentamente a salire e il paesaggio circostante ad assumere i connotati della montagna.


Arriviamo a Casnigo: il contachilometri, che abbiamo azzerato al momento della nostra partenza da Bergamo, segna 24 chilometri. Lasciamo la Strada Provinciale per dirigerci verso la frazione di Ronco e poter ammirare il Santuario della Santissima Trinità, costruito a cavallo tra Quattrocento e Cinquecento. Una volta giunti all'interno dopo aver attraversato un portico, rimaniamo stupefatti dall'affresco del Giudizio Universale, che occupa l'intera parete destra.
Ripartendo ci soffermiamo con lo sguardo sull'alto campanile in stile barocco, evidentemente posteriore rispetto a gran parte del Santuario.

Altopiano di Clusone

Ripresa la strada principale, proseguiamo verso Clusone. Il paesaggio si fa via via sempre più montano: sulla nostra destra ammiriamo il Pizzo Formico. In lontananza vediamo il campanile di Clusone, che domina tutta la vallata. Entriamo finalmente nel centro urbano: il nostro contachilometri segna quota 46. Secondo le indicazioni Bergamo non dovrebbe distare più di 35 chilometri, ma la nostra deviazione sino a Ronco ci ha sviato dal percorso principale.
Clusone ci appare come la tipica cittadina situata alle pendici delle montagne, punto di riferimento di tutti i paesi situati nell'Alta Val Seriana. Il centro è dominato dalla Basilica di Santa Maria Assunta e San Giovanni Battista, situata su di un poggio che sovrasta tutta la cittadina.
L'edificio ha uno stile barocco estremamente marcato. Esattamente di fronte alla porta della chiesa troviamo l'Oratorio dei Disciplini: restiamo impressionati dal "trionfo della morte" rappresentato sulla facciata, eseguito con in stile tardo medievale, che contrasta con la Basilica seicentesca che ha di fronte.

Decidiamo di fare una sosta per pranzare, ed entriamo in una trattoria a due passi dalla Basilica.
Una volta entrati scegliamo di fidarci del caso e di prendere il piatto del giorno: "polenta e oxei". Il proprietario del locale ci spiega che questo è un piatto di origine veneta, introdotto ai tempi della Serenissima. Ci consiglia un bicchiere di cabernet della zona per accompagnare la pietanza (composta da allodole arrostite adagiate su uno strato di polenta), ma rifiutiamo perché dobbiamo riprendere l'auto nel primo pomeriggio.
Da Clusone ripartiamo in direzione delle Alpi, piegando decisamente in direzione nord e puntando verso Valbondione. Dopo poco più di mezz'ora giungiamo nel paese, adagiato nel fondovalle e circondato da cime elevate tra cui il Monte Vigna Soliva, che si erge alle nostre spalle. Davanti a noi vediamo il Pizzo del Diavolo e il Monte Torena. Nel centro del paese è raccomandabile visitare la piccola chiesa parrocchiale di San Lorenzo, che conserva alcuni dipinti del XVIII secolo.
All'interno del borgo vediamo alcune botteghe che espongono i tipici prodotti dell'artigianato delle Alpi Orobie: legno intagliato ed oggetti in ferro battuto.

Le cascate del Fiume Serio, che si formano dal lago del Barbellino, sono visibili solamente durante alcune domeniche della stagione estiva, quando gli operai della centrale ENEL aprono lo sbarramento artificiale per permettere all'acqua di precipitare a valle. Decidiamo pertanto di non salire a piedi verso il Rifugio Curò, e scegliamo di tornare verso Bergamo, percorrendo però un itinerario diverso. Una volta giunti a Clusone, prendiamo la strada che scende verso il Lago d'Iseo, seguendo il fiume Borlezza. Dopo una ventina di chilometri, giunti nel territorio di Lovere, svoltiamo a destra in direzione di Casazza-Bergamo. Scendendo verso la pianura, costeggiamo per un tratto di circa quattro chilometri il Lago di Endine, sulla nostra sinistra. Dopo altri venti chilometri siamo tornati a Bergamo, punto di partenza della nostra gita.

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